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Questa sezione è dedicata ai nostri clienti, visitatori, ed utilizzatori del nostro portale. Troverete tutte le news di ogni albergo come anche gli eventi culturali, artistici, storici per ogni località turistica. Inoltre per ogni città un breve cenno storico con descrizioni ed informazioni ricche di particolari utili al viaggiatore.

  • Messina
  • Messina (ME) (Missina, IPA /Məs:'ina/ in siciliano), città "porta della Sicilia" sullo Stretto che ne porta il nome, l'antica Zancle e Messana, con 246.323 abitanti (Istat 1 gennaio 2006) è la terza città di rango metropolitano della Sicilia (Legge Regionale n.9 del 1986), nonché capoluogo della omonima provincia regionale. Messina è la tredicesima città d'Italia per numero di abitanti e su di essa gravita il comprensorio peloritano. L'agglomerato urbano centrale (costituito dal continuum urbano tra il centro della città e le frazioni costiere) conta 233.853 abitanti; il resto della popolazione è sparsa nelle numerose frazioni collinari. L'Area metropolitana di Messina, così come delimitata con decreto del Presidente della Regione siciliana del 10 agosto 1995, comprende 51 comuni che in una ininterrotta conurbazione costiera nastriforme di 125 chilometri vanno dalle estreme propaggini occidentali della piana di Milazzo e dall'antistante arcipelago delle Eolie alla baia di Taormina e Giardini-Naxos. Questa area, la quinta del Mezzogiorno e l'undicesima italiana, conta 479.404 abitanti, dei quali 66.539 risiedono nella fascia di gravitazione ionica e 166.542 in quella tirrenica.[1] Ricostruita per intero dopo il terribile sisma e maremoto del 1908, e in parte nuovamente dopo i bombardamenti anglo-americani del 1943, la città con il suo porto, tra i più grandi del Mediterraneo è fondamentale scalo dei traghetti per il continente, importante centro turistico, commerciale, cantieristico, agricolo, artigianale ed industriale, importante e storica sede universitaria(la seconda in Sicilia) e centro balneare. - Storia di Messina - Mappa del 1888 Messina venne fondata dai Greci intorno al 730 a.C., con il nome di Zancle. I Romani la conquistarono nel 264 a.C. e dopo la caduta dell'impero romano fu prima in possesso dei Bizantini e quindi degli Arabi. Nel 1060 venne conquistata dai Normanni. Sotto i domini svevo angioino aragonese, raggiunse grande prosperità divenendo capitale del Regno di Sicilia assieme a Palermo (il Regno di Sicilia comprese per lunghi periodi anche tutta l'Italia meridionale) e, grazie al suo porto, uno tra i primissimi centri commerciali e tra le più grandi, fiorenti ed importanti città del mar Mediterraneo. Fu per lunghi secoli la città siciliana più ricca, seconda nel Mezzogiorno d'Italia solo a Napoli. Nel 1674 si ribellò alla Spagna e ne subì successivamente la repressione. Fu toccata da un grave terremoto nel 1783. Entrò a far parte del Regno d'Italia dopo la spedizione dei Mille garibaldina del 1860. Nel 1908 subì le distruzioni di un altro terribile terremoto e ancora dei bombardamenti della seconda guerra mondiale. - Le origini e la città greca - L'omonimo stretto compare già nell'Odissea di Omero come luogo di dimora dei mostri marini Scilla e Cariddi. I ritrovamenti archeologici attestano la presenza di un villaggio dell'età del bronzo. Sullo stesso sito venne fondata intorno al 730 a.C. una tra le prime colonie greche della Sicilia. Alla colonia venne dato un nome di origine sicula, Zancle (con il significato di "falce", in riferimento alla forma del braccio sabbioso di San Raineri, che chiude il grande porto naturale), che conferma la presenza delle popolazioni indigene. Secondo lo storico greco Tucidide i coloni provenivano dalla colonia calcidese di Cuma in Magna Grecia (guidati da Periere) e dalla stessa madrepatria di Calcide nell'isola greca d'Eubea (condotti da Cratemene), madrepatri anche della stessa Cuma. Secondo il geografo latino Strabone i coloni erano originari da Naxos, la prima colonia calcidese nell'isola. La città sorse vicino al lembo nordorientale dell'isola, in posizione strategica di primissima importanza. Poco dopo, i calcidesi fondarono un'altra colonia sulla sponda opposta dello stretto, Reghion, oggi Reggio Calabria, ottenendo così il controllo dell'importantissimo braccio di mare. Dopo la conquista persiana della Ionia si aggiunsero altri coloni, provenienti dall'isola di Samo e da altre località della regione. Agli inizi del V secolo a.C. i Samii furono scacciati da Anassila, tiranno di Reggio, che tenne il dominio su entrambe le sponde dello stretto e diede alla città il nome di Messanion, dalla patria originaria dei suoi avi, la Messenia, in Grecia. Dopo la morte del tiranno, nel 461 a.C., entrambe le città ne cacciarono i figli. Nel 396 a.C. venne distrutta dai cartaginesi, guidati da Imilcone, ma il tiranno di Siracusa Dionisio la ricostruì e la ripopolò con nuovi coloni. Fu liberata dal dominio siracusano da Timoleonte e successivamente riconquistata da Agatocle. Nel 288 a.C. vi si insediarono i mercenari Mamertini, di stirpe sabellica. I Mamertini, in lotta con Ierone II di Siracusa, chiamarono in aiuto i Romani e provocarono lo scoppio della prima guerra punica tra Roma e Cartagine. -Messina romana - Consegnata dai Mamertini ai Romani nel 264 a.C., ottenne dopo la fine della guerra lo status di civitas libera et foederata (città libera ed alleata, formalmente indipendente), unica in Sicilia insieme a Tauromenium (Taormina). Il nome greco Messanion fu tradotto in latino come Messana. Durante l'età repubblicana subì ancora attacchi durante le guerre servili (102 a.C.. Cicerone, nelle orazioni contro Verre, la definì civitas maxima et locupletissima (città grandissima e richissima). Pompeo attaccò nel 49 a.C. la flotta cesariana che si ripavava nel porto della città. Successivamente divenne una delle principali basi di Sesto Pompeo, che vi sconfisse la flotta di Ottaviano e venne in seguito saccheggiata dalle truppe di Lepido. In seguito divenne probabilmente municipio. Delle vicende della città in epoca imperiale non sappiamo quasi nulla. Dopo la divisione dell'impero fece parte dell'Impero bizantino (Impero Romano d'Oriente) governata però da magistrati propri chiamati "Stratigoti". Nel 407, sotto l'Imperatore bizantino Arcadio, Messina venne costituita "protometropoli" della Sicilia e della Magna Grecia. Venne conquistata dagli Arabi nell'843, sotto i quali subì un periodo di decadenza. - Medioevo - Nel 1061, con la riconquista di Messina da parte del Gran Conte Ruggero D'Altavilla, iniziò la riconquista cristiana della Sicilia, che dal 965, con la caduta di Rometta ultima roccaforte dei bizantini in Sicilia, era stata completamente occupata e sottomessa dagli Arabi. Sotto il dominio normanno si riprese economicamente e demograficamente e godette da allora di un lunghissimo periodo di opulenza, che la vide patria di importanti personaggi (come il grande pittore quattrocentesco Antonello da Messina). Da questo periodo ininterrottamente Messina esercita il ruolo di metropoli della Sicilia orientale e della Calabria, punto di riferimento sotto gli aspetti economico, politico, militare, culturale, artistico e religioso rispetto a centri di minori dimensioni ed importanza quali Reggio Calabria, Catania, Siracusa con tutte le altre città calabresi e con quelle della Sicilia orientale. La città ottenne sin da epoca normanna numerosi privilegi dai Re di Sicilia, che ne esaltarono il ruolo già rilevantissimo del porto, facendola divenire capitale economica della Sicilia e la fecero, al pari di Palermo, capitale del Regno. Nel 1189, il Re inglese Riccardo Cuor di Leone, mentre si recava in Terrasanta per una Crociata, si fermò a Messina per recuperare la dote della propria sorella Joan che era stata sposata con Guglielmo II di Sicilia. I contrasti con reggente Tancredi indussero Riccardo ad occupare la città insediandosi nel castello di Matagrifone dal quale dominava e spadroneggiava in città. Dopo quasi un anno Riccardo raggiunse un accordo sia con Tancredi che con uno dei suoi stessi compagni di Crociata, il re Filippo Augusto di Francia; l'accordo comprendeva la rinuncia di Riccardo a sposarsi con la sorella di Filippo, Alice, così da poter sposare la principessa Berengaria di Navarra. A seguito della rivolta dei Vespri siciliani, nell'estate del 1282 Messina fu posta sotto assedio da Carlo I d'Angiò, consapevole che non avrebbe mai potuto avanzare all'interno della Sicilia se non dopo aver espugnato la città sullo stretto. L'assedio durò fino a tutto il mese di settembre, ma la città non fu espugnata. Nel frattempo i siciliani avevano offerto la corona di Sicilia a Pietro III d'Aragona, marito di Costanza, figlia del defunto Re Manfredi di Svevia, trasformando l'insurrezione in un conflitto poltico fra Siciliani ed Aragonesi da un lato e gli Angioini, il Papato, il Regno di Francia e le varie fazioni guelfe dall'altra. Il 26 settembre 1282, Re Carlo, sconfitto, fece ritorno a Napoli. Nel 1347, nei primi giorni di Ottobre, nel porto di Messina arrivano delle navi genovesi provenienti da Caffa (oggi chiamata Teodosia) nel Mar Nero. Poco tempo dopo l'arrivo delle navi, in città si manifesta una strana epidemia, i malati presentano rigonfiamenti di colore nero sotto le ascelle e all'inguine, con perdita di sangue e presenza di pus inoltre le emorragie interne provocano dolori lancinanti e portano alla morte in pochi giorni e a volte nel giro di 24 ore. Il morbo è la famigerata peste nera o peste bubbonica e quando i messinesi capiscono che la sua origine è da ricondursi all'arrivo delle navi genovesi queste ultime vengono scacciate al largo, ma ormai l'infezione è dilagante ed in poco tempo si diffonderà in tutta Europa con effetti devastanti fino al 1350, si calcola che circa un terzo della popolazione europea sia morto per effetto dell'epidemia. La peste nera del 1347 è quella ricordata da Giovanni Boccaccio nel Decameron. Nel 1492, all'età di 22 anni, Pietro Bembo chiede al padre il permesso di potersi recare a Messina alla famosa scuola di greco di Costantino Lascaris, che veniva ritenuto il migliore dei grecisti dell'epoca; il Bembo rimarrà nella città dello stretto fino al 1494. - Dal Rinascimento alla rivolta antispagnola - Messina dopo l’impresa di Tunisi (1535), accolse l’Imperatore Carlo V con onori trionfali. La città era, con il baluardo avanzato Malta, la principale base strategica nel centro del Mediterraneo contro l’espansione ottomana e la pirateria barbaresca. L'economia della città era caratterizzata dal grande sviluppo dell’industria serica e dal porto franco. Nel 1548, Ignazio de Loyola fondò a Messina il primo Collegio dei Gesuiti al mondo, il famoso Primum ac Prototypum Collegium ovvero Messanense Collegium Prototypum Societatis Iesu, primo e quindi prototipo di tutti gli altri collegi di insegnamento che i Gesuiti fonderanno con successo nel mondo facendo dell'insegnamento la marca distintiva dell'Ordine. Il Collegium in seguito si trasformerà nel Messanense Studium Generale ossia l'Università di Messina. Nel 1571, dal porto di Messina partì la flotta cristiana, al comando di Don Giovanni D'Austria, che sconfisse i Turchi nella Battaglia di Lepanto, e sempre il suo porto accolse la flotta al rientro dalla vittoriosa spedizione. Nella battaglia, i messinesi a bordo delle loro navi furono comandati da fra Pietro Giustiniani da Messina dell'ordine dei Cavalieri di Malta. Tra i comandanti primeggiarono il conte di Condojanni, Vincenzo Marullo e il barone di Ucria, Pietro Marquet de Guevara, entrambi peloritani. Tra le persone ferite sbarcate dalla flotta c'era Miguel de Cervantes (Miguel Saavedra de Cervantes), che rimase ricoverato nel Grande Ospedale della città per diversi mesi a causa della ferita riportata, alla mano sinistra, in battaglia. Messina raggiunse, nella prima metà del '600, il periodo di massimo splendore economico, tanto da poter essere annoverata tra le dieci più grandi ed importanti città d'Europa. Nel 1638, l'Università di Messina fondò l'Hortus Messanensis, il più antico della Sicilia e chiamò Pietro Castelli, da Roma, per realizzarlo. Castelli utilizzò un innovativo ed originale sistema di classificazione delle piante, che furono collocate in quattordici classi, nell'Hortus, le classi furono riunite in quattro hortuli, Castelli quindi anticipò la disposizione che oggi si darebbe ad un moderno Orto Botanico. Pietro Castelli fu sostituito da Marcello Malpighi, fondatore dell'istologia e dell'anatomia vegetale. Marcello Malpighi condusse a Messina, sulle piante dell'Hortus Messanensis, gran parte delle sue osservazioni scientifiche, che furono poi pubblicate nelle sue opere Anatomes Plantarum Idea, e poi nell' Anatome Plantarum. Nel 1674, Messina si ribellò alla Spagna ma, non potendo sostenere da sola tale contrapposizione, chiese la protezione del re francese Luigi XIV, riuscendo così a mantenersi indipendente dall'impero spagnolo anche se con gravissime difficoltà. Nel 1678, però, con la firma della pace di Nimega tra Francia e Spagna, la città venne abbandonata a sé stessa dai francesi e subì una crudele riconquista da parte della Spagna. Rioccupata, Messina fu dichiara morta civilmente e privata di tutti i privilegi storici goduti sin dai tempi di Roma; fu chiusa l'Università, abolito il Senato cittadino e se ne distrusse il palazzo, cospargendo di sale l'area in cui sorgeva in segno di disprezzo; si confiscarono e si trasferirono in Spagna alcune opere d'arte e soprattutto i preziosi documenti in pergamena contenenti le memorie storiche della città. Inoltre venne costruita una imponente imprendibile fortezza pentagonale nella zona portuale per tenere sotto stretto controllo militare la città, la Cittadella. La riconquista spagnola concluse uno dei periodi più floridi della storia di Messina. Una nuova epidemia di peste, nel 1743, e il terremoto del 1783 inflissero due nuovi durissimi colpi alla città dello Stretto. I lavori di ricostruzione, pur con gli interventi garantiti dal sovrano Federico IV di Borbone, quali l'esenzione ventennale dalle imposte e lo stato di porto franco, durarono a lungo; la città fu edificata ancora una volta alla vecchia maniera, dimenticando la triste lezione impartita dal sisma. - Ottocento e Novecento - Fu Messina, con i moti del 1 settembre del 1847, ad iniziare il Risorgimento Italiano; nel 1848, nuovamente ribellatasi ai Borboni, subì per otto mesi pesanti bombardamenti da parte dei cannoni della sua stessa cittadella, in mano ai nemici superstiti, e dovette ancora una volta capitolare all'esercito che la flotta borbonica riuscì a sbarcare. I messinesi si difesero con grande eroismo, ma alla fine dovettero cedere ai Borboni. Nel 1848, durante i moti risorgimentali di Messina, il medico chirurgo Ferdinando Palasciano nato a Capua ed ufficiale dei Borboni, si adoperò per prestare soccorso sanitario anche ai nemici nonostante fosse stato minacciato di fucilazione dal generale borbonico Filangeri. Questa esperienza esposta nelle sue successive dichiarazioni al Congresso Internazionale dell'Accademia Pontaniana di Napoli del 1861 ebbe una vasta risonanza in Europa e fu alla base della Convenzione di Ginevra del 1864 che dette vita alla Croce Rossa. Il 27 luglio 1860 i Garibaldini, vittoriosi a Milazzo, entrarono in città, anche se i soldati borbonici resistettero nella cittadella fino alla primavera dell'anno successivo. Dopo qualche mese Messina ricevette la visita di Vittorio Emanuele II, ma l'unificazione d'Italia portò alla soppressione di prerogative fiscali e commerciali locali, nella restaurazione delle quali la città sperava. Nel 1866 Giuseppe Mazzini venne eletto alla Camera dei Deputati nel collegio elettorale di Messina. La Camera dei Deputati annullò il voto dei messinesi con 181 voti contro 107, motivando l'annullamento con la condanna a morte di Mazzini per i moti genovesi del 1858. Il Collegio elettorale chiamato ad esprimersi nuovamente rielesse per la seconda volta Mazzini come suo deputato, che il 7 febbraio 1867 rinunciò comunque alla carica. Nel 1884 Ilya Ilyich Mechnikov, anche noto come Elias Metchnikoff, scoprì a Messina, dove si era trasferito da qualche anno proveniente dalla Russia, la fagocitosi, cioè il processo di ingestione da parte della cellula di particelle di grandi dimensioni, che fa parte anche dei meccanismi di difesa dei vertebrati contro l'infezione batterica. Per tale scoperta Mechnikov fu insignito nel 1908 del Premio Nobel per la Medicina e la Fisiologia. Messina fu gravemente danneggiata dal terribile terremoto e maremoto del 28 dicembre 1908, che uccise circa 70000 dei suoi abitanti e fu successivamente ricostruita sullo stesso sito con un nuovo razionale impianto urbanistico. Fu nuovamente distrutta dagli immani bombardamenti angloamericani del 1943, che causarono migliaia di morti. Per la tenacia nel resistere alle catastrofi e nel rinascere ancora una volta, la città fu decorata con una medaglia d'oro al valor militare ed una al valor civile. A Messina, dal primo al tre Giugno 1955, si svolse la Conferenza di Messina, passo fondamentale e decisivo che porterà alla costituzione dell'Euratom e della CEE (Comunità Economica Europea) diventata in seguito Unione Europea. - Monumenti e luoghi d'interesse - Nel corso dei secoli vari eventi distruttivi, sia ad opera umana che naturali, hanno devastato la città, che oggi presenta un aspetto moderno, frutto soprattutto delle ultime ricostruzioni dopo il terremoto del 1908 ed i bombardamenti del 1943. Molte delle opere d'arte e degli edifici realizzati nei secoli sono andati perduti, ma la città conserva ancora esempi monumentali di assoluta rilevanza. - Chiese - Santa Maria di Mili •Basilica Cattedrale Protometropolitana, dedicata a Santa Maria Assunta, bizantina, ricostruita alla fine del XII secolo e con numerosi altri rifacimenti. Conserva numerose opere d'arte •Chiesa della Santissima Annunziata dei Catalani, eretta tra XII e XIII secolo forse sui resti di un preesistente tempio pagano •Chiesa concattedrale del Santissimo Salvatore, sede dell'Archimandritato •Basilica - Santuario di S. Antonio di Padova, custodisce le spoglie di Sant'Annibale Maria Di Francia •Sacrario di Cristo Re, progettato nel 1937, possiede la più grande campana d'Italia •Santuario della Madonna di Montalto sul colle della Caperrina, ricostruito dopo il terremoto. •Chiesa di Sant'Elia, del XVI secolo, a navata unica. •Chiesa di San Francesco all'Immacolata, del XIII secolo, la seconda chieda per dimensioni della città •Chiesa di San Giovanni di Malta, opera di Giacomo Del Duca, allievo di Michelangelo •Chiesa della Madonna delle Grazie, nel villaggio Pace, costruita nel XVII secolo su progetto di Simone Gullì. Distrutta dal terremoto, è stata ricostruita. •Chiesa di Santa Maria della Valle detta "Badiazza", chiesa-fortezza di epoca normanna, nell'alta valle del torrente Ritiro •Chiesa ed ex monastero basiliano di Santa Maria di Mili in Mili San Pietro, fondata nel XI secolo e quindi allungata nel XVI - Palazzi di Messina - •Palazzo municipale o Palazzo Zanca, costruito dopo il terremoto del 1908 dall'architetto palermitano Antonio Zanca. •Teatro Vittorio Emanuele II, in precedenza "Teatro Sant'Elisabetta", di stile neoclassico. Il soffitto interno è decorato da Renato Guttuso •Galleria Vittorio Emanuele III, opera di Camillo Puglisi Allegra del 1939 (recentemente ristrutturata). •Monte di pietà, edificato nel 1616 dall'architetto Natale Masuccio e danneggiato del terremoto del 1908 (rimane soltanto la facciata). •Palazzo dell'Università, costruito su disegno di Giuseppe Botto nel 1927. •Palazzo di Giustizia, opera dell'architetto Marcello Piacentini, fu realizzato nel 1927 •Palazzo del Governo, costruito nel 1920 su progetto dell'architetto Cesare Bazzani. Occupò quasi per intero l'area della cinquecentesca chiesa di S. Giovanni dei Cavalieri di Malta, della quale rimane soltano, sul retro del Palazzo, la magnifica Tribuna. •Palazzo della Camera di Commercio, costruito dopo il terremoto del 1908 su progetto dell'architetto messinese Camillo Puglisi Allegra. •Palazzo della Provincia, o "Palazzo dei leoni", fu costruito nel 1914 dall'architetto Alessandro Giunta sull'area dell'antica chiesa di Sant'Agostino. •Palazzo della Dogana, opera di Giuseppe Lo Cascio dopo il terremoto del 1908, in stile liberty. Sul luogo ove, fino al 1783, sorgeva il grande Palazzo Reale. •Palazzo del Banco di Sicilia, costruito nel 1926 con norme antisismiche su progetto di V. Vinci. •Stazione ferroviaria, costruita nel 1939 dall'architetto Mazzoni, prospetta sulla centrale piazza della Repubblica, al cui centro spicca una fontana del 1905. - Altri monumenti - •Monumento ai caduti Si trova in piazza "Unione Europea" (Municipio), eretto nel 1936, dallo stile sobrio ed essenziale ma severo. Sul podio, davanti ad una stele, l'imponente gruppo bronzeo raffigurante un aviere, un marinaio ed un fante. •Monumento alla batteria siciliana Masotto Ricorda la batteria Masotto, caduta ad Adua nella campagna eritrea; il gruppo in bronzo, raffigurante tre soldati in atteggiamenti epici, fu modellato da Salvatore Buemi nel 1897. •Porta Grazia Monumentale porta d'accesso alla Cittadella (XVII secolo), opera di Domenico Biondo e figli. Nel 1961 fu smontata dal luogo di origine e ricollocata nella centrale piazza "Casa Pia". •Statua di Messina riconoscente per la concessione del Portofranco Raffigura la Città riconoscente verso Ferdinando II di Borbone per la concessione del Porto Franco. È opera del 1859 del messinese G. Prinzi e si trovava, prima del 1908, all'interno del Municipio. Oggi si trova al centro della piazzetta "G. Minutoli", di fronte al porto con l'imponente mole del retrostante Municipio per scenografico sfondo. •Statua dell'Immacolata Concezione In marmo bianco, sorge su una alto basamento nella piazzetta "Immacolata di Marmo", a fianco del Duomo. È opera dello scultore messinese Ignazio Buceti (1758). •Monumento a Don Giovanni d'Austria, eretto in occasione della battaglia di Lepanto e realizzato da Andrea Calamech - Fontane monumentali - •Fontana di Orione Sorge in Piazza Duomo, opera superba di Giovanni Angelo Montorsoli, 1553, discepolo di Michelangelo, voluta dal Senato messinese nel 1547 per celebrare la costruzione del primo acquedotto cittadino, che sfruttava le acque del torrente Camaro. Armoniosa, armonica, elegante è ricca di raffinati intagli; rappresenta il trionfo di Orione, mitico fondatore della Città. Sull'orlo della vasca principale le statue dei fiumi Nilo, Tevere, Ebro e Camaro; sulla balaustra significative scene mitologiche. È stata definita dal Berenson "la più bella fontana del Cinquecento europeo". •Fontana del Nettuno Seconda opera messinese (del 1557) di Giovanni Angelo Montorsoli, in cui l'autore esprime con genialità creativa il potente stile michelangiolesco. Il dio Nettuno, come appena sorto dalle acque, calmo e invincibile, brandisce il suo temibile tridente e tiene incatenate ai suoi piedi le mostruose Scilla e Cariddi; è un'allegoria della forza fisica e morale della Città che doma le avversità. Le statue originali di Scilla e Cariddi sono custodite al Museo Regionale. •Fontana Senatoria È collocata sul lato sud del Palazzo Municipale; si compone di una grande vasca circolare con al centro una stele che sostiene una grande tazza buccellata del 1619 recante sul bordo esterno, in sette targhe a rilievo, i nomi dei Senatori del tempo. •Fontana Falconieri Fu eretta in piazza Ottagona (oggi piazza Filippo Juvara) nel 1842 per i festeggiamenti secolari in onore della Madonna della Lettera dall'architetto messinese Carlo Falconieri. Oggi si trova al centro di piazza Basicò. •Le Quattro Fontane Eseguite tutte su disegni del romano Pietro Calcagni, poste ai quattro angoli tra via Austria (oggi via I Settembre 1847) e via Cardines, nuove arterie volute dal Senato di Messina nel 1572 per congiungere il Duomo al Palazzo Reale, furono eseguite in epoche diverse. La prima, nel 1666, da Innocenzo Mangani, la seconda, nel 1714, da Ignazio Buceti, le ultime due da ignoti artisti nel 1742. La decorazione è ispirata al mare; gli stemmi imperiali spagnoli e di Messina sormontano ciascuna fontana. Distrutte dal terremoto del 1908, ne sono state ricomposte solamente due nel sito originario. Le due mancanti sono custodite al Museo Regionale. .Cimitero monumentale Il Cimitero monumentale o "Gran Camposanto" di Messina, il più grande tra i cimiteri monumentali d'Italia dopo quello di Genova, fu costruito su progetto dell'ingegnere messinese Leone Savoja ed inaugurato nel 1872. Per l'occasione furono trasferiti da Torino nel "Famedio" (luogo di sepoltura dei cittadini illustri) i resti di Giuseppe La Farina, patriota messinese. Sorge sul lato ovest di piazza Dante e l'ingresso principale si apre sulla via Catania, nella zona meridionale del centro cittadino. L'architettura liberty del cimitero è arricchita dalla presenza di una lussureggiante vegetazione mediterranea e dai curatissimi giardini che inframezzano gli spazi sepolcrali. Il cimitero fu concepito sin dalle origini come un vero e proprio "parco urbano" e può essere definito "la galleria d'arte moderna e contemporanea all'aperto" della città di Messina. Sono tante, infatti, le presenze di artisti locali e non, sia dell'Ottocento che del Novecento, propugnatori in città delle varie correnti artistiche provenienti dal continente, in particolare dalla Francia (purismo, verismo, neobarocchismo, liberty, razionalismo). - Principali castelli e fortificazioni - •Forte del SS.mo Salvatore Fu fatto edificare da Carlo V sul braccio estremo della falce portuale, nel luogo in cui un tempo esisteva l'antica sede dell'Archimandritato del SS. Salvatore. Sulla torre "Campana", posta all'estremità, si trova una stele di 60 metri di altezza, che sostiene una grande statua benedicente della Madonna della Lettera in bronzo dorato (alta 6 metri), opera di Tore Calabrò. La stele fu illuminata per la prima volta nel 1934 da papa Pio XI, che azionò dal Vaticano un radiocomando di Guglielmo Marconi; essa appare in tutto il suo splendore a chi giunge dal mare e in atto benedicente verso la prospiciente città. •Forte Gonzaga È uno dei tanti forti e castelli di Messina, progettato dal Ferramolino nel '500, nell'ambito del progetto di costruzione di nuove possenti mura e fortificazioni per la città di Messina, voluto da Carlo V, che resero la piazzaforte la più munita del bacino del Mediterraneo. •Cittadella Imponente costruzione militare a forma di stella con cinque punte, costruita dopo la rivolta della città dagli Spagnoli (1674 - 1678) a freno della cittadinanza, situata all'imboccatura della falce del porto. Di essa rimangono ancora imponenti resti, destinati ad accogliere un Centro di Documentazione sull'Arte Contemporanea (CDAC). - Parchi e giardini - •Villa "Giuseppe Mazzini", al centro della città tra la Prefettura, la chiesa di S. Giovanni di Malta, la sede del Comando interregionale dei Carabinieri, il viale Boccetta e la via Garibaldi. Ricca di vegetazione mediterranea ed esotica, è uno dei luoghi preferiti dai messinesi per il tempo libero. •Passeggiata a mare, lungo spazio attrezzato sul waterfront del centro cittadino dal viale Boccetta alla sede della Fiera Internazionale. •Villa "Dante", di fronte al Cimitero monumentale ed al centro del viale San Martino, la principale arteria commerciale della città. È il vero grande "polmone verde" di Messina, realizzato negli anni '70 e della estensione di alcuni ettari. Include anche una grande arena all'aperto per spettacoli e numerosi spazi ludici per i bambini. •Villa "Albert Sabin", sul viale della Libertà di fronte al Museo Regionale ed al capolinea Nord della tramvia, grande spazio verde attrezzato affacciato sullo Stretto. •Piazza "Cairoli", grande spazio alberato sul viale S. Martino, il "cuore giovane" della città attraversato dalla tramvia. È il più frequentato luogo di ritrovo di Messina. •Villa "Ettore Castronovo", in piazza Castronovo, luogo di partenza della celebre "Vara" di Mezzagosto. •Villa "Giuseppe Garibaldi", situata di fronte alla più grande villa Mazzini lungo la via Garibaldi, alberata a pini. •Villetta "San Francesco di Paola", dalle alte palme, situata di fronte alla rada S. Francesco dove hanno sede gli imbarcaderi per il Continente delle compagnie private. - La Fiera Internazionale di Messina - A Messina ha sede la più antica fiera del mondo: è la "Fiera internazionale di Messina", istituita da Federico II di Svevia, che si teneva nel "piano" tra porta Reale e la chiesa di S. Francesco di Paola, a nord della cinta muraria cittadina. La fiera, paradigma di una città votata per natura e per posizione al commercio, ebbe fortuna nel corso dei secoli toccando il proprio apice nel XV secolo. Con la decadenza seguita alla rivolta antispagnola della città del 1674-1678, la fiera stenta a decollare fino a quando, con l'Unità d'Italia, negli ultimi decenni del XIX secolo, l'apertura del canale di Suez riporta Messina al centro delle rotte mediterranee, segnando un momento felice anche per l'istituzione fieristica. Il terremoto del 1908 cancella anche questa importantissima istituzione messinese che rivede la luce nel 1934, quando la Fiera rinasce, provvisoriamente, nei locali del Liceo classico "Maurolico". Nel 1938 il regime fascista pone la prima pietra della nuova Fiera di Messina, trasformata in Fiera delle attività economiche siciliane, nel luogo dove essa sorge ancor oggi, il grande giardino a mare dell'ex "Chalet" (su un'estensione di oltre 50.000 mq). Concepiti nell'insieme come "una corte aperta verso il mare", i sedici padiglioni della Fiera vennero duramente bombardati nel corso del secondo conflitto mondiale. La Fiera si riorganizza a tempo di record e riapre nel 1946, divenendo nel frattempo Ente autonomo. Nel corso dei decenni fino ad oggi, la Fiera vede gli interventi decisivi di importanti architetti italiani come Filippo Rovigo e Vincenzo Pantano. La Fiera ha da pochi anni ripreso un cammino serio verso una completa internazionalizzazione ed insieme ha già attivato un progetto di "destagionalizzazione" delle manifestazioni fieristiche, prima limitate alla sola grande campionaria internazionale di Agosto, dando vita a tutta una serie di manifestazioni tematiche nel corso dell'anno che fanno registrare decine di migliaia di visitatori. - Museo Regionale - Il Museo Regionale di Messina, già "Museo Nazionale", passato alla Regione Siciliana in applicazione dell'autonomia isolana, fu concepito dopo il 1908 nei locali di un'antica filanda di seta, nella spianata di San Salvatore dei Greci (all'incrocio tra viale della Libertà e viale Annunziata) per accogliere quanto di artistico era stato possibile recuperare dalle macerie della città. Le sezioni museali sono organizzate in modo da offrire, attraverso le testimonianze artistiche, un quadro cronologico della ricca storia culturale di Messina attraverso i secoli. Ospita, tra le opere più importanti, quelle dei numerosissimi artisti messinesi e poi Polittico di San Gregorio ed un'altra tavoletta bifronte di Antonello da Messina e due tele di Michelangelo Merisi detto il Caravaggio, La Resurrezione di Lazzaro e l'Adorazione dei Pastori. Il Museo ospita inoltre una ricca mostra permanente degli argenti messinesi, a testimoniana delle straordinarie capacità artistiche degli argentieri messinesi. È attualmente in corso il trasferimento nei moderni locali del nuovo Museo, adiacenti ai vecchi. - Museo della Cultura e Musica popolare dei Peloritani - Il Museo della Cultura e Musica popolare dei Peloritani[3], inaugurato nel 1996 in uno stabile di proprietà comunale della frazione "Gesso" della zona Nord della città, è stato allestito ed è attualmente gestito dall'associazione culturale "Kyklos" con il sostegno del Comune di Messina e con la consulenza dell'etnomusicologo dott. Mario Sarica. Unico nel suo genere in Sicilia, basa l'allestimento museale sul criterio della multidisciplinarietà: video, ipertesti, ascolto digitale, animazione con suonatori e cantori della tradizione, supporti letterari, fotografici, iconici, didascalici e didattici. Custodisce tutti gli strumenti musicali della tradizione peloritana, tra cui le zampogne (ciarameddi in dialetto), i flauti in canna (friscaletti), tamburi e tamburelli, scacciapensieri, conchiglie ed una ricca documentazione fotografica. - Archivio - mostra permanente su Salvatore Quasimodo "La vita non è un sogno" - Raccoglie in una mostra permanente manoscritti, documenti, fotografie, pubblicazioni, onorificenze provenienti dall’Archivio Quasimodo, acquisito dalla Provincia regionale di Messina. La mostra, finalizzata ad esaltare gli aspetti fondamentali della vita e delle opere di Salvatore Quasimodo (che visse gran parte della sua vita nella città dello Stretto), si articola in nove sezioni dove sono esposte alcune opere significative del poeta ma anche del traduttore, del critico d’arte, del critico teatrale e perfino del librettista di opere musicali. A corredo dell’importante patrimonio artistico vi sono numerose fotografie, autografi ed illustrazioni. Si trova all'interno dei locali della Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea di via XXIV Maggio. - Galleria provinciale d'arte moderna e contemporanea - Aperta nel 1998, è attiva presso la sede della Provincia Regionale di Messina (con ingresso da via XXIV Maggio) la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea nella quale sono esposte 43 opere di noti artisti come Renato Guttuso, Giuseppe Migneco, Felice Casorati, Lucio Fontana, Giò Pomodoro, Liberman, Angeli, Agostino Bonalumi, Mimmo Rotella, Corrado Cagli, Giuseppe Santomaso, Toti Scialoja, Hodkin, Mario Mafai, Alighiero Boetti. - Mostra dei tesori della Cappella Palatina in San Giovanni di Malta - Allestito nei locali della chiesa di San Giovanni di Malta, storica sede dell'ordine dei Cavalieri di Malta, custodisce numerosi esempi di arte sacra negli ambiti soprattutto dell'argenteria e dell'oreficeria (campi in cui Messina fu tra le principali città d'Italia in passato) e dei paramenti liturgici in seta, riccamente ricamati. - Tesoro del Duomo - Il Tesoro del Duomo di Messina, custodito ed esposto nel corpo aggiunto sulla fiancata Sud del tempio, è una ricchissima raccolta di preziosi oggetti di culto appartenuti alla Cattedrale sin dal Medioevo, in massima parte argenteria opera della rinomata scuola orafa messinese. Il pezzo più prezioso del Tesoro è la cosiddetta "Manta d'oro", preziosissimo rivestimento del quadro della Madonna della Lettera nelle grandi feste, tutta d'oro finemente cesellato con motivi floreali e geometrici; è opera dell'orafo fiorentino Innocenzo Mangani, che la eseguì nel 1668. Il Tesoro custodisce inoltre una ricchissima collezione di paramenti e oggetti sacri; anche qui spiccano i lavori di famosi orafi ed argentieri messinesi del passato. - Museo "Sant'Annibale Maria Di Francia" - Realizzato nei pressi del Santuario-Basilica di S. Antonio di Padova, nell'annesso Istituto dei Padri Rogazionisti, è stato realizzato su progetto dell'arch. Livio Lucà Trombetta e inaugurato nel 2000 da mons. Ignazio Cannavò, Arcivescovo emerito di Messina. Il museo riproduce, in scala 1/2, il quartiere "Avignone", il più malfamato della Messina preterremoto, luogo d'azione del messinese Sant'Annibale Maria Di Francia, canonizzato nel 2004. Il Museo custodisce anche oggetti provenienti dal quartiere, tutti i ricordi e le vesti del Santo. - Acquario comunale - Sito sul lato settentrionale della centrale "villa Mazzini", fu costruito verso la fine degli anni '50 dall'Istituto talassografico del CNR di Messina. L'acquario, successivamente passato alla proprietà comunale, oggi ospita in 22 vasche mediterranee ed 8 acquari che riproducono ambienti acquatici del mondo circa 100 specie ittiche. Vi è annesso un museo della fauna marina. - Museo zoologico "Cambria" - Il museo zoologico "Cambria", di pertinenza del Dipartimento di Biologia animale ed ecologia marina della Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali dell'Ateneo messinese, è sito nei locali del dipartimento nel polo universitario di contrada Sperone, nella zona Nord della città. Di notevole interesse naturalistico, vi si possono ammirare ricche collezioni di vertebrati, insetti e molluschi, con particolare riferimento alla fauna dello Stretto di Messina. - Orto botanico "Pietro Castelli" - Fu fondato nel 1638 dal romano Pietro Castelli, uno dei luminari della scienza botanica del tempo, su commissione dell'Università degli Studi. A Pietro Castelli successe, nella direzione dell'Orto botanico, il grande Marcello Malpighi, fondatore dell'istologia e dell'anatomia vegetale, che proprio sulle piante dell'Hortus messanensis fece gran parte delle osservazioni riportate nelle sue opere scientifiche. Soppresso con la repressione della rivolta antispagnola della Città nel 1678, fu ricostituito nel 1889. Oggi l'orto botanico, sito in piazza XX Settembre, custodisce numerose specie arboree provenienti da tutto il mondo. - Museo storico della fortificazione permanente dello Stretto di Messina - Il Museo storico della fortificazione permanente dello Stretto di Messina, fondato nel 2003 conil patrocinio del Comune di Messina e dell'UNESCO e gestito dall'Associazione "Comunità Zancle" - ONLUS, è ospitato nei locali del Forte umbertino "gen. Cavalli", uno dei tanti costruiti su entrambe le sponde dello Stretto intorno al 1890 per difendere il braccio di mare da una paventata invasione francese. Il percorso espositivo, partendo dagli studi balistici del generale Giovanni Cavalli, inventore della rigatura dei cannoni, racconta la storia della difesa dello Stretto dal periodo post-unitario alla seconda Guerra Mondiale mediante tavole iconografiche ed oggetti appartenenti alla struttura. Il forte custodisce anche il più grande cannone italiano della seconda Guerra Mondiale (16 tonnellate per 10 metri di lunghezza), donato dal Ministero della Difesa e dichiarato Monumento ai Caduti di tutte le Guerre. All'interno è inoltre attivo il "Laboratorio per la pace", rivolto alle nuove generazioni. - Biblioteche - •Archivio di Stato di"MESSINA", istituito nel 1843. Gravemente mutilato nei suoi fondi archivistici nei bombardamenti del 1943 (quando perse oltre 100.000 volumi), oggi custodisce oltre 50.000 volumi. •Archivio Storico Comunale, fondato nel 1936. L´Archivio conserva oltre 14.000 volumi riguardanti la città, con copie risalenti al '500 ed al '600; una interessante emeroteca con oltre 1600 testate ed alcuni giornali risalenti al 1815; una importante collezione di antiche stampe con oltre 420 esemplari, foto e cartoline d´epoca. •Biblioteca Camera di Commercio ed Agricoltura •Biblioteca comunale "Tommaso Cannizzaro", fondata nel 1917. Custodisce circa 50.000 volumi •Biblioteca del Gabinetto di Lettura •Biblioteca del Museo Regionale, nata intorno alla metà del XIX secolo. Custodisce circa 9.000 volumi •Biblioteca Painiana del Seminario Arcivescovile "San Pio X"[4], fondata nel 1927 dall'Arcivescovo di Messina mons. Angelo Paino nei locali del Seminario. Custodisce circa 175.000 volumi. •Biblioteca Regionale di Messina, fondata nel 1731. Il suo patrimonio bibliografico ammonta a circa 400.000 unità suddivise in: 1.307 manoscritti, 423 edizioni del XV secolo, 3.637 edizioni del XVI secolo, 107 pergamene sciolte, una collezione iconografica ricca di 363 stampe e una ricca collezione di fotografie storiche. Notevoli per importanza le raccolte pervenute alla Biblioteca per acquisto o donazione. •Biblioteca "Giorgianni-Macrì" del Liceo Classico "Francesco Maurolico", aperta al pubblico dal 2002. Custodisce circa 16.000 volumi •Biblioteca dell'Istituto di studi storici "Gaetano Salvemini" •Biblioteche dell'Università degli Studi[5]. Tutte le facoltà universitarie di Messina hanno nel tempo realizzato delle biblioteche, molto rilevanti sia dal punto di vista numerico che qualitativo. Tra di esse, riunite in un sistema bibliotecario d'Ateneo[6], spicca per ampiezza la Biblioteca della Facoltà di Lettere e Filosofia, con sede negli ampi locali del polo universitario dell'Annunziata, che custodisce quasi 1.000.000 di libri e che è, per ampiezza, la prima nel Meridione d'Italia dopo quella di Napoli. •Biblioteca della Provincia Regionale, sita al piano terra del Palazzo Provinciale (Palazzo dei Leoni), sul Corso Cavour. Si caratterizza per la ricchezza e completezza delle raccolte relative alle Gazzette Ufficiali Nazionali (dall’Unità d’Italia ad oggi), Regionali, Europee (serie L e C) nonché per alcuni volumi relativi alle primissime sedute del Consiglio Provinciale. È ricca di oltre 4000 volumi (tra monografie, saggi, pubblicazioni, dizionari, enciclopedie, romanzi). La Biblioteca inoltre conserva e continua a raccogliere diverse pubblicazioni e riviste, prevalentemente di carattere giuridico-amministrativo, ma anche letterarie, storiche e tecnico scientifiche, tra cui numerose sul territorio provinciale. -Tradizioni - La Madonna della Lettera, patrona della Città Secondo una pia tradizione, San Paolo, nel corso delle sue peregrinazioni per il Mediterraneo alla volta di Roma per diffondere la Buona Novella, sarebbe approdato nell'anno 41 d. C. a Messina, città già allora molto fiorente dal punto di vista economico grazie al suo porto. Qui egli, predicando la dottrina cristiana, avrebbe infiammato subito i cuori di molti messinesi e, tra essi, dei Senatori cittadini del tempo, i quali, saputo dall'Apostolo delle Genti dell'esistenza, a Gerusalemme, della Madre del Signore, decisero subito di recarvisi per chiedere la sua benedizione sulla Città. La Madonna scrisse di suo pugno e consegnò agli ambasciatori messinesi una Lettera, in cui Ella benediceva la Città ed i suoi abitanti e si costituiva sua perpetua Protettrice. L'8 settembre del 42 d.C. la nave recò gli ambasciatori nella città dello Stretto con la Lettera di Maria, che la stessa Celeste mittente aveva arrotolato e legato con alcuni dei suoi capelli. Secondo una leggenda, Maria avrebbe scelto di essere la padrona dei messinesi e non il contrario. Questa tradizione ha contribuito molto a radicare nella città il culto mariano. Da allora Messina divenne città mariana per eccellenza, essendo stata scelta direttamente dalla sua Patrona. La prima attestazione storica di tale epocale avvenimento è quella dello storico Flavio Lucio Destro, del II secolo. Nel Duomo è custodita la reliquia del capello della Madonna, che viene portata in processione su un artistico "Vascelluzzo" d'argento il giorno del Corpus Domini. La Città ha sperimentato innumerevoli volte nel corso della sua storia la valevole protezione di Maria. Ecco la lettera che secondo la Tradizione sia stata scritta dalla SS. Vergine Maria ai Messinesi: «MARIA VERGINE, figlia di Gioachino, umilissima serva di Dio, madre di Gesù Crocifisso, della Tribù di Giuda, della stirpe di Davide, salute a tutti i Messinesi, e benedizione di Dio Padre Onnipotente. Ci consta per pubblico strumento che voi tutti con fede grande avete a noi spedito Legati, ed Ambasciatori, e confessate che il nostro Figlio generato da Dio, sia Dio, ed Uomo, e che dopo la sua resurrezione salì al celo, conoscendo voi la vita della verità per mezzo della predicazione di Paolo Apostolo eletto. Per qual cosa benediciamo voi, e la stessa Città, della quale Noi vogliamo essere perpetua Protettrice. Della Madonna della Lettera e della maniestazioni connesse nel difficile periodo 1672-76 si parla nel nel romanzo "Himera" di Nando Romano(Prohistoria ediciones, Rosario,Argentina, 2006 e Gercap, Foggia, 2007. - Manifestazioni - Festa della Madonna della Lettera Messina celebra il 3 giugno di ogni anno la Madonna della Lettera, patrona della città e patrona principale dell'Arcidiocesi, con una partecipata processione della Varetta d'argento cesellato con la statuetta argentea della Madonna, modellata da Lio Gangeri nel 1902 e la reliquia del Capello di Maria contenuta in un prezioso ostensorio (la Lettera è andata perduta in uno dei tanti incendi che devastarono il Duomo nel corso della sua travagliata storia).

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