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Questa sezione è dedicata ai nostri clienti, visitatori, ed utilizzatori del nostro portale. Troverete tutte le news di ogni albergo come anche gli eventi culturali, artistici, storici per ogni località turistica. Inoltre per ogni città un breve cenno storico con descrizioni ed informazioni ricche di particolari utili al viaggiatore.

  • Casa Museo Giovanni Verga
  • Catania. Via S. Anna 8 Tel. e fax 095/7150598 casamuseoverga@regione.sicilia.it E' ubicata nel centro storico, a poca distanza dal Duomo La Casa natale un appartamento al secondo piano di un palazzo ottocentesco, è la dimora in cui Verga trascorse la sua infanzia e risiedette per lunghi periodi circondato dai familiari e dagli amici più cari. Dopo la morte di Giovannino Verga Patriarca, erede dello scrittore, la casa venne acquistata dalla Regione Siciliana ed aperta al pubblico dopo il restauro. Al suo interno sono custoditi gli arredi ed i libri che appartennero a Giovanni Verga. Tra gli oltre 2600 volumi figurano opere di Giacosa, Oriani, Rod, Capuana, Di Giacomo, Deledda, Marinetti, Borgese, Villaroel, nonché di autori russi e francesi come Turgenev, Dostoevskij, Tolstoj, Gorkij, Flaubert, Maupassant, Dumas, Zola. Dopo la scomparsa dello scrittore, alcuni decenni più tardi, in via S. Anna fu ritrovato quanto rimaneva della passione pionieristica del Verga per la fotografia. Le lastre e le pellicole (oggi raccolte in una collezione privata) svelano un interesse documentario che, anche se casuale, certo non si discosta dall'ideologia verista. Le fotografie ritraggono soprattutto volti familiari allo scrittore: la madre, i fratelli, gli zii, i nipoti, ma anche i contadini che lavorano per la famiglia Verga, nelle campagne di Tébidi, a Vizzini. L'interesse per la fotografia (tecnica che nella seconda metà dell'Ottocento coinvolse intellettuali della buona borghesia in un hobby, per l'epoca, decisamente d'èlite) accomunò Verga, Capuana e De Roberto, rendendoli artefici di sperimentazioni non prive di interesse. Giovanni Verga, romanziere e novelliere è uno dei maggiori rappresentanti del verismo o naturalismo italiano. I suoi primi romanzi vengono pubblicati in un clima letterario ancora fortemente influenzato dalla produzione manzoniana e scottiana e dalle teorie del naturalismo francese, che trovano consensi anche tra i letterati del nostro Paese. Verga e Capuana furono considerati i capiscuola del verismo: al Capuana viene riconosciuto il merito di aver elaborato la teoria dell'impersonalità e dell'oggettività, ma appartengono sicuramente a Verga le opere più significative della stagione verista, opere non sempre di facile comprensione per i lettori del tempo. I personaggi verghiani (pescatori, contadini, piccoli artigiani) si muovono in una realtà poco conosciuta ai più, caratterizzata da aspetti fortemente regionalistici e da una lingua che inaugura nuovi schemi sintattici e non disdegna l'uso di espressioni dialettali. A dispetto delle perplessità iniziali della critica del tempo, la narrativa verghiana fa senz'altro parte ancora oggi dei ricordi letterari di ciascuno di noi e, tradotta in tutte le lingue, è stata rappresentata nei migliori teatri e ha sedotto anche il cinema con personaggi indimenticabili. La vita e le opere 1840 Nasce a Catania Giovanni Carmelo Verga. E' il primogenito di Giovanni Battista Verga Catalano e Caterina Di Mauro. La famiglia Verga è agiata, possiede grandi proprietà terriere a Catania e a Vizzini. I ricordi d'infanzia e la familiarità con il mondo contadino avranno un ruolo determinante nella produzione letteraria dello scrittore. . 1851/64 Gli anni giovanili sono dedicati allo studio con il suo precettore, Antonino Abate e ai primi tentativi letterari. Nel 1858 si iscrive alla Facoltà di giurisprudenza di Catania, ma abbandona gli studi nel 1861 per dedicarsi al giornalismo e alla stesura dei primi romanzi. 1857 Amore e patria (romanzo rimasto inedito) 1861-1862 I carbonari della montagna (Catania, Galatola). 1862-1863 Sulle lagune (pubblicato sulle appendici de "La Nuova Europa"). 1865/79 Nel 1865 si trasferisce per un breve periodo a Firenze e vi fa nuovamente ritorno nel 1869. Viene introdotto negli ambienti letterari fiorentini e conosce Giovanni Prati, Aleardo Aleardi, Francesco Dall'Ongaro. Nel 1871 pubblica Storia di una capinera e ottiene un grande successo. Gli anni dal '72 al '93, sono caratterizzati dal soggiorno a Milano e dall'incontro con gli ambienti della Scapigliatura: lo scrittore frequenta Arrigo Boito, Giuseppe Giacosa, Emilio Praga, Luigi Gualdo, Felice Cameroni. Risale a questo periodo la conoscenza, che sarà determinante per il futuro, con l'editore Treves. Sono anni di intensa attività, ma anche di forti emozioni: nel 1877 muore la sorella Rosa, nel 1878 la madre. 1866 Una peccatrice (Torino, Negro). 1871 Storia di una capinera (Milano, Lampugnani). 1873 Eva (Milano, Treves). 1874 sulla Rivista italiana di scienze, lettere e arti viene pubblicato il bozzetto Nedda. 1875 Tigre reale e Eros (Milano, Brigola). 1876 Primavera e altri racconti (Milano, Brigola); il volume verrà ripubblicato da Treves nel 1877 con il titolo Novelle. 1880/92 Il rientro a Catania coincide con un'intensa attività letteraria e, sul piano affettivo, con il lungo rapporto con Giselda Fojanesi, moglie del poeta Mario Rapisardi. Nel 1884, al Teatro Carignano di Torino, Cavalleria rusticana ottiene un grande successo di pubblico: interprete d'eccezione è Eleonora Duse. Gli anni successivi vedono Verga provato dalle difficoltà economiche e dalle responsabilità familiari. Vince una causa contro Mascagni e l'editore Sonzogno per i diritti connessi alla versione lirica di Cavalleria rusticana. Nel 1889 lo scrittore conosce Dina di Sordevolo e le rimarrà legato fino alla morte. 1880 Vita dei campi (Milano, Treves). 1881 I Malavoglia (Milano, Treves), primo dei cinque romanzi progettati dal Verga nell'ambito di un ciclo "dei vinti" che avrebbe dovuto comprendere anche Padron 'Ntoni, Mastro don Gesualdo, La Duchessa delle Gargantas, L'Onorevole Scipioni, L'uomo di lusso. 1882 Il marito di Elena (Milano, Treves); la novella Pane nero (Catania, Giannotta). 1883 Novelle rusticane e Per le vie (Milano, Treves). 1884 Drammi intimi (Roma, Sommaruga). 1887 Vagabondaggio (Firenze, Barbera). 1889 Mastro don Gesualdo (Milano, Treves). 1891 I ricordi del capitano d'Arce (Milano, Treves). 1893/1922 In questi anni, dedicati agli affetti e alla cura dei possedimenti familiari, non si allontana più da Catania. Nel 1920 è nominato Senatore del Regno. Muore il 27 gennaio 1922 nella sua casa in via S. Anna. 1894 Don Candeloro e C. (Milano, Treves). 1896 I drammi La lupa, In portineria, Cavalleria rusticana (Milano, Treves). 1902 I bozzetti La caccia al lupo, la caccia alla volpe (Milano, Treves). 1906 Dal tuo al mio (Milano, Treves).

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